Perché l’Influencer Marketing continua a funzionare
Tra storytelling, codici sconto e divani lavabili: il nuovo amico che consiglia si chiama algoritmo.
Perché nel 2022 l’influencer marketing funziona ancora così tanto? Influenzare ed essere influenzati è parte integrante della nostra quotidianità. Lo facciamo ogni giorno con i nostri amici, familiari e conoscenti.
“La settimana scorsa ho acquistato un divano ad un ottimo prezzo! Se ti rechi presso questo showroom e dici che siamo amici, ti faranno sicuramente risparmiare!”.
In questo preciso istante, stiamo pubblicizzando un divano che ci è piaciuto e consigliando lo showroom dove acquistarlo. Bene, adesso trasliamo questa conversazione in un altro contesto, quello dei social media.
Prima che l’influencer marketing mostrasse apertamente le sue dinamiche, sembrava tutto più autentico. I contenuti erano percepiti come consigli sinceri, spontanei, non come pubblicità camuffate.
Per questo funzionavano così bene: non c’erano filtri, né disclaimer, né hashtag obbligatori come #adv o #gifted.
Il ruolo degli influencer è in bilico: da un lato devono promuovere, dall’altro mantenere quella naturalezza che li ha resi popolari. Alcuni scelgono di collaborare solo con brand in linea con i propri valori (etica, sostenibilità, ecc.), altri preferiscono una comunicazione più dichiaratamente pubblicitaria.
